Procida è la piccola isola flegrea che è diventata famosa, negli ultimi anni, perché è stata Capitale italiana della cultura del 2022.
Ok, mi imbarazza un po’ dirlo: in tutta la mia vita sono stata a Procida solo una volta, nel 2023, appena rientrata da New York. È stata una tappa breve, di una sola notte e due giornate piene. Piene, sì, ma non stancanti.

In un certo senso, avevo scelto Procida per concedermi il lusso di stare da sola in un luogo che non conoscevo e dove sapevo avrei avuto anche modo di tenermi a distanza dallo smartphone.
Sì, è bene che tu lo sappia: a Procida ci sono aree in cui col cavolo che ti connetti – dipende anche dal tuo gestore, eh. Con le dovute attenzioni, è un fenomeno che non pesa affatto. O meglio, non ha pesato a me. Per il resto, puoi rilassarti, ma te lo spiego tra poco. Preferisco darti un accenno su cosa vedere a Procida.
Cosa vedere a Procida
Procida è piccola, ma ho avuto l’impressione di averne avuto solo un assaggio. Vien da sé: mi piacerebbe tornarci. Si può sempre scoprire di più, anche in posti che sono grandi quanto mezzo isolato di Manhattan.
Detto questo, ci sono alcuni luoghi che mi pare sensato vedere quando si è sull’isola:

- Marina Grande e i suoi dintorni: qui ci sono i ristoranti e i negozi, i quali, udite udite, non sono poi così pieni zeppi di cinesate. Forse puoi anche trovare qualcosa di originale. Ad esempio, io ho acquistato un profumo artigianale.
- Marina di Corricella e Terra Murata: di certo un’ovvietà, che ha il suo perché. Forse perché era già inizio settembre, ma ho trovato la Corricella molto tranquilla e mi è piaciuto fare l’aperitivo e cenare qui. Ok, si consiglia di passeggiare per le stradine di Terra Murata, ma io ho preferito restare al livello del mare, invece di salire fino al Belvedere Morante. È una questione di prospettive: quel giorno, ho preferito la visione dal basso.
- Le spiagge: Pozzo Vecchio (o del Postino), Chiaia e Chiaiolella. Beh, per lo meno queste! Chiaia e Chiaiolella somigliano molto al litorale flegreo: sono basse e sabbiose, decisamente accessibili. La spiaggia del Pozzo Vecchio è piccola e poco soleggiata. Sono spiagge facilmente raggiungibili e segnalate lungo le strade percorse dagli autobus, ma nel dubbio chiedi a qualcuno 😉

Procida è anche alquanto nota perché legata al cinema: alcune scene del film Il postino sono state girate qui. E questo è risaputo. Forse è ben più legata alla letteratura italiana, in quanto è il luogo che ritroviamo nel celebre romanzo di Elsa Morante L’isola d’Arturo. Temo di non aver letto il libro, tra l’altro. Altra mancanza che si fa sempre in tempo a riparare.

Tuttavia, non è solo per questo che l’ho scelta per il mio breve ritiro in solitaria. Belli, il turismo letterario e il turismo cinematografico. C’è qualcosa di migliore. Dovrei solo dire che c’è qualcosa di più profondo.
Procida è apparsa spesso nei racconti dei miei genitori, come meta tra le predilette per fare “il bagno a mare”. In quei racconti mio padre e mia madre, insieme a un numero per me troppo grande di altri adolescenti per poter garantire trasferte rapide dal centro di Napoli, raggiungevano la Chiaiolella.

E nei loro costumi da bagno anni ’70, dalle fantasie a righe e a quadri non sempre bellissime, trascorrevano giornate intere sotto il sole cocente, la sabbia scura e la salsedine, ritornando poi a casa sempre allegramente, rumorosamente, nell’incuranza degli adulti che li vedevano troppo audaci, con troppi capelli, troppo scosciate e Zeus solo sa cosa.

In altre parole, sono andata lì per nostalgia di qualcosa che non ho mai vissuto e di cui ho solo sentito dire. Sì, l’ho vissuto, ma non lì. Ho intrapreso i viaggi della speranza in Circumvesuviana per Meta di Sorrento: garantisco che è un’esperienza mistica.
Sono sicura che c’è una lingua strana e difficilissima, il tedesco o lo svedese o il giapponese, in cui esiste la parola che indica la nostalgia di ciò che non si ha mai vissuto. Credo che l’italiano sia privo di un termine per esprimere questo esatto stato emotivo.
Detto questo, non credo che tu stia qui per i miei cinque minuti romantico-sentimentali. Ti rassicuro: nel prossimo paragrafo riporto informazioni utili di cui non credo tu possa fare a meno.
Procida: come arrivare, come spostarsi, cosa mangiare
Procida si raggiunge da Napoli, con traghetti e aliscafi, da Calata Porta di Massa e dal Molo Beverello. Altrimenti, da Pozzuoli solo in traghetto. Un’opzione è raggiungerla da Ischia.
[Se ti trovi a Napoli, potrebbe interessarti leggere cosa vedere nel Rione Sanità.]
Procida è molto piccola e ti sposti facilmente. Al porto ci sono i noleggi di scooter ed e-bike, e anche le postazioni di taxi. Inoltre, da qui partono le poche linee di autobus che ti portano nei luoghi citati poco fa: L1, L2, C1 e C2. Se decidi di spostarti con gli autobus, come ho fatto io, ti consiglio di acquistare il biglietto giornaliero in biglietteria al porto.

La questione della connettività non è un problema nei luoghi di maggior affluenza. Puoi quindi anche scaricare e utilizzare l’app Procida Island per informazioni su linee e orari, sulle spiagge e anche luoghi in cui mangiare.
A proposito di cibo, ti consiglio di assaggiare almeno le lingue di gatto con crema al limone e la pasta al pesto di limone. Chiaro qual è la specialità dell’isola, vero? Spero sia di tuo gradimento 😉
[Arrivi a Procida da Pozzuoli? Visita prima la Piscina Mirabilis di Bacoli.]
Un’ultima informazione. Già da tempo l’isola di Vivara è visitabile, ma solo con guida. Se intendi fare visita alla riserva, devi consultare il calendario e acquistare il biglietto online. Sorvolo sulle ragioni che mi hanno fatta desistere dal fare l’esperienza. L’ho rimandata a quando mi sentirò più sicura di me, in determinate condizioni.
Con questo ho finito. A presto!
Mi chiamo Bruna Picchi e sono web copywriter, content designer e social media strategist. Il Mondo di Athena è lo spazio digitale in cui condivido pensieri sulla comunicazione digitale, esperienze di viaggio e l’amore per la letteratura.
Se non scrivo, allora leggo. E se non leggo, allora scrivo.



